Sorano - Museo Civico Archeologico – Fortezza Orsini

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Museo Civico Archeologico – Fortezza Orsini

Museo Civico Archeologico – Fortezza Orsini

Fortezza Orsini, antico palazzo comitale degli Orsini, il cui nucleo originario è databile al XIII secolo, è stato ristrutturato nel 1552 per volere di Niccolò IV. Al suo interno si trova il Museo Civico Archeologico.

“Con la sua mole imponente, la Fortezza Orsini domina il borgo medievale di Sorano e rappresenta uno dei più grandi esempi di architettura medievale del Rinascimento. Realizzata dagli Aldobrandeschi nel XIII sec. venne successivamente ampliata e ristrutturata dagli Orsini, secondo le esigenze imposte dall’avvento delle armi da fuoco. Lo scopo era di rendere Sorano un potente baluardo militare nella secolare disputa tra questa turbolenta famiglia e la Repubblica di Siena. Le strutture più antiche, identificabili con le porzioni superstiti della Rocca degli Aldobrandeschi, risultano posizionate nell’area settentrionale della fortificazione. Il complesso doveva essere articolato su due allineamenti principali che delimitavano a oriente e a meridione uno spiazzo aperto rivolto verso l’abitato sottostante (l’attuale piazza Cairoli). Nella metà del ‘500 altri interventi strutturali modificarono completamente l’impianto originario dell’antico cassero che venne adattato all’uso di residenza comitale. Oggi alcuni di questi ambienti ospitano il Museo Civico Archeologico che conserva reperti proveniente dal territorio di Sorano, Sovana e Castell’Ottieri. L’ingresso al cassero era protetto da un ponte levatoio, oggi scomparso, e da un profondo fossato che delimitava, scendendo a valle, anche le due porte di accesso al borgo. Il vasto piazzale antistante, sostenuto per due lati da muraglioni, costituiva il punto nodale di tutte le attività quotidiane della guarnigione.

Il complesso cinquecentesco, consta di un Mastio centrale dove risiedeva il quartier generale e che ospitava l’armeria, il magazzino della polvere e del salnitro, la fonderia e le prigioni. Alla base dell’edificio era collocato il corpo di guardia a controllo dell’ingresso principale della Fortezza. Sopra il portale spicca lo stemma con i leoni rampanti degli Aldobrandeschi, la rosetta e le barre degli Orsini, sormontato dal cimiero su cui poggia l’orso araldico. Il Mastio è collegato ai due bastioni angolari, anch’essi fregiati di uno stemma e da spalti che delimitano un secondo fossato che venne riempito in età lorenese.

 

I camminamenti sotterranei

I vari edifici, che costituiscono il complesso rinascimentale, sono collegati tra loro da una serie di camminamenti sotterranei che permettevano lo spostamento veloce delle truppe lungo tutto il perimetro delle mura. I percorsi sono scavati su più livelli e sono provvisti di feritoie “bocche di lupo” adatte alla difesa con archibugi e colubrine. I due baluardi costituivano inoltre i depositi principali per le riserve alimentari ed idriche ed erano utilizzati come camere molitorie per la lavorazione delle granaglie e delle polveri da sparo. L’approvvigionamento idrico avveniva tramite un sistema di canalizzazioni collegato da alcune cisterne scavate nel tufo. Nella seconda metà del XVI sec. la situazione politica della Contea cambia radicalmente entrando a far parte del Granducato di Toscana. Da questo momento in poi il grande complesso militare, che aveva retto a tante battaglie, perde la sua funzione strategica e viene progressivamente abbandonato.